Tutela della privacy
- NO2ID. Stop ID cards and the database state, un'organizzazione inglese che si oppone al piano di governo per le carte d'identità e il registro nazionale delle identità (National Identity Register). Le carte d’identità sono la punta di un iceberg sommerso: la creazione di un gigantesco database sempre aggiornato che tiene traccia delle persone e di ogni loro dettaglio personale, lo scambio di informazioni tra organizzazioni ecc.
- (Segnalazione/Under Constraction) Bollini per la Privacy
Approfitto della sezione tevoli tematici per segnalere un'interessante iniziativa lanciata da Remo Tabanelli sulla lista Condividi3 in mentre discutevamo sulla manifestazione indetta l'11 ottobre per la Data Retention. L'idea consiste nella creazione di un "bollino di qualità" per segnalare il rispetto della privacy da parte di siti e portali. Il/i bollino/i sarebbero gestiti da un'autorità completamente indipendente ed autogestita da parte dei soggetti che partecipano al progetto e ce hanno le competenze in materia: per questi motivi, fra cui anche la realizzabilità, ho pensato di iniziare ad aprire un tavolo. Ancora non esiste nulla, solo l'idea: l'unica cosa che posso postare è una parrte dello scambio avvenuto ad agosto, di cui purtroppo sono riuscita a salvare solo una parte. Spero che possa essere uno stimolo all'apertura del tavolo e alla realizzazione del progetto.
In basso una mail di xDxD in risposta ad altre precedenti che ho cancellato: almeno ci sono degli scambi di partenza :)
"Ciao a tutti,
l'idea di fare bollini blu, rossi o neri è sicuramente buona perchè fattibile, accessibile e comunicabile. Sarebbe inoltre anche un buon mezzo per creare coesione e sinergia tra competenze e forze che svolgono attività verso le libertà collegate al digitale (quindi, tutte :) ).
La cosa che manca, forse, da questa idea è legata al fatto che gran parte degli "analizzati" da queste procedure non sareppero "passacavi", ma fornitori di servizi. Per di più globalizzati.
Servizi che, facendo l'esempio del "solito" Google, sono oramai irrinunciabili per la maggioranza di persone che usa la rete (chi lascerebbe GMAIL visto un bollino "Nero"? Chi non userebbe più Google? eccetera eccetera). Questo perchè questi "cosi" funzionano e bene, comunicano bene col le persone, offrono servizi utili e avanzati. E' la base, sempre per rimanere sull'esempio, del "don't be evil" di Google, di cui ci dovremmo fidare.
fare informazione, quindi, che si scontra con una inefficiacia delle azioni, perchè le persone sono "innamorate" della loro Gmail, magari hanno la tazza col logo di google, e la prima pagina che sono abituati ad aprire quando accendono il computer è proprio google.com (continuo sull'esempio di google perchè facile, ma di esempi ce ne sono a dozzine, naturalmente; a volte anche "nascopsti tra i codici delle pagine HTML che navighiamo, visto il proliferare dei contenuti che sono "a cavallo" dei siti web, che offrono infiniti appigli di monitoraggio degli utenti).
Due punti di vista che illustrano quello che dico. Un bell'articolo dell'artista Olia Lialina, chiamato "Vernacular Web" che trovate qui:
www.contemporary-home-computing.org/vernacular-web-2
e un articolo di ieri
www.itnews.com.au/News/81523,google-says-complete-privacy-does-not-exist.aspx
che racconta di come, in uno dei numerosi processi fatti a Google in fatto di privacy a causa dello Street View, il nostro non-evil-Google ha utilizzato una linea di difesa che si fondava sull'affermazione che nel moderno mondo digitale "non può esistere una aspettativa per una privacy completa".
Il che, naturalmente, è vero, ma è anche molto presuntuoso, e descrittivo del potere percepito da Google e dai suoi colleghi.
L'attività di "marcatura" è, quindi, ottima, ma va affiancata con delle attività più "attive" e pragmatiche, basate su interventi effettivi. Dando non solo informazione, am strumenti.
Mi riferisco alla possibilità di fornire strumenti per difendersi.
Mi ha stimolato un progettino che si chiama Goolash
che è una semplicissima estensione per Firefox che ha il meraviglioso effetto di disaccoppiare le sessioni con cui usiamo i vari servizi web (in modo, per capirsi, da rendere non riconducibili le une alle altre le nostre sessioni su Gmail e le nostre ricerche web).
Oppure il progetto AntiRobots che facevo qualche anno fa con Luigi Pagliarini, che provvedeva a inviare, in background durante l'uso del PC, un sacco di ricerche random a vari motori di ricerca, in modo da creare tanto tanto "rumore" nelle loro registrazioni che mi riguardano, rendendo così inutilizzabili le mie statistiche.
O come le sperimentazioni sugli openMesh & C. .
O i milioni di altre cose che si possono realizzare in termini di strumenti "per il pubblico", semplici, basati su una buona comunicazione e,soprattutto,comunicativi.
Strumenti, quindi, per difendersi, perchè, come giustamente segnalava Remo, la gente proprio non sa. E non percepisce, spessissimo, la gravità di alcuni meccanismi di cui sono protagonisti, semplicemente nascondendola dietro un "che fico che è Google".
ciao! xdxd"