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Dal Network Frontiere Digitali (www.frontieredigitali.net).

L'UNIONE per la DIFESA dei DIRITTI DIGITALI e la TUTELA delle DELLE LIBERTA' DIGITALI

DIRITTI DIGITALI

La connessione ad internet, l'utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici di comunicazione ed informazione sono divenuti il terreno dove si misura la stessa possibilità di far parte della comunità degli uomini e delle donne, l'accesso ad internet, la connessione veloce, la possibilità di utilizzo della tecnologia sono diventati una necessità per poter sentirsi cittadini, cittadini italiani e cittadini del mondo, per questo l'accesso al digitale deve essere considerato un vero e proprio diritto al digitale.

LIBERTA' DIGITALI

Ma c'é di più, dobbiamo pensare internet e la tecnologia come una grande opportunità per emancipare gli uomini e le donne,, come possibilità di progresso per la cittadinanza, come opportunità di crescita culturale. L'accesso al digitale deve essere considerato come fonte importante di scambio di informazioni, come fonte di sapere e di conoscenza; dobbiamo considerare il digitale come possibilità di "liberazione": dobbiamo garantire le libertà digitali.
Dobbiamo lottare affinché le possibilità offerte da un uso consapevole della tecnologia, dalle enciclopedie in rete alle possibilità' di accesso a biblioteche mondiali, dalla possibilità di accedere a miriadi di informazioni, alla possibilità di scambio multidirezionali delle informazioni - ma anche e soprattutto la possibilità di fare informazione ed economia "dal basso", senza bisogno di grandi capitali. Tutto questo va difeso, va considerato nella sua pienezza, la difesa delle libertà digitali deve essere un fronte che deve unire soprattutto le forze progressiste, anche se é un tema trasversale

PRODUZIONE IMMATERIALE

Dobbiamo essere consapevoli che, ormai già da qualche tempo, la produzione immateriale, (composta fondamentalmente dalla produzione digitale) é predominante rispetto a quella materiale, almeno nei paesi più avanzati.
Dobbiamo analizzare perbene cosa sia questa produzione digitale e ragionare sulle sue forme, dobbiamo capire che, nella produzione digitale, acquista sempre più importanza il fattore umano, le idee, la competenza la creatività, mentre costano sempre meno gli strumenti fisici di lavoro, e come conseguenza contano sempre meno i grandi capitali.
La produzione digitale può portarci a due scenari contrapposti:
può significare la pervasività del capitale espressa alla massima potenza, perché ogni tratto della vita umana diventa foriera di essere utilizzata per produrre valori immateriali, per produrre senso, idee che diventano le merci immateriali di questa forma di economia; ma può significare anche possibilità di produrre senza o con pochi capitali, significa possibilità di smarcarsi dai grandi capitali che detengono fino ad oggi l'esclusività della produzione, può significare che le nuove comunità agenti possono accedere finalmente alla possibilità di produzione terreno esclusivo oggi delle grandi corporation.

LIBERTA' o CONTROLLO TOTALE

La produzione digitale non va demonizzata, o criticata con l'occhio rivolto al passato.
Dobbiamo però essere coscienti che ci stiamo trovando davanti ad un bivio: bisogna contribuire tutti affinché si riesca ad imboccare la strada giusta.
Questa nuova era del digitale può portare in se il massimo dell'alienazione ma anche la possibilità' di forme nuove di liberazione.

  • O vince la negazione delle libertà digitali, e vengono assoggettate le coscienze e la tecnologia viene controllata in tutti i suoi processi per essere assoggettata alle logiche di mercato;
    oppure queste liberia' vengono utilizzate per rendere possibili forme nuove di produzione.
  • O vince Palladium, il Trusted computer, la brevettabilità del software e delle idee;
    oppure vince la libera possibilità di utilizzo della tecnologia,
  • O vince la Legge Urbani
    oppure vince la possibilità di condividere la conoscenza,
  • O vince il decreto Pisanu che limita, con la velleità del controllo, l'accesso ad internet,
    oppure vince la comunità connessa, il wifi nelle città e nei parchi, internet per tutti.
  • O vince il digital millennium act
    oppure le forme di diffusione della cultura e del sapere.

MOVIMENTO OPEN SOURCE

Ma c'é di più, il movimento open source, il movimento della rete, il movimento che si batte per la difesa dei diritti e delle libertà digitali, ha creato degli strumenti intelligenti, delle forme che non intendono seguire la strada dell'extralegalità, ha creato gli strumenti per seguire una nuova strada di emancipazione, che non vuole scontrarsi frontalmente contro le grandi major ed i grandi capitali, ma ha capito questi soggetti (troppo) spesso sono solo delle realtà che occupano delle rendite di posizione senza avere un ruolo ne indispensabile ma neanche necessario o utile.
Il Software Libero e successivamente le Creative Commons, sono proprio questo: strumenti di liberazione che bypassano il ruolo spesso negativo di queste major, e indicano un percorso autonomo che apre spazi di libertà per l'autodeterminazione e l'autoproduzione.
Il software libero non vuole assoggettare a se il software proprietario, per utilizzare una frase utilizzata in altri contesti: "non vuole prendere il potere", ma ha capito che si può produrre software competitivo seguendo una strada diversa le strade della condivisione, della trasparenza, della collaborazione.

SAPERE COME BENE COMUNE

Il software libero garantendo la possibilità di accedere al codice, di modificarlo, di studiarlo e di distribuirlo, ma soprattutto estendendo queste possibilità a tutte le versione derivate e migliorate, fa in modo che il Free SoftWare diventi parte integrante del Patrimonio Intellettuale dell'Umanità, il Bene Comune della Cultura, del Sapere della Conoscenza, che si contrappone, alla cosiddetta Proprietà Intellettuale, un termine tendenzioso che vuole equiparare i frutti delle idee e la cultura alle merci materiali: Ma le merci immateriali nascono, vivono e si sviluppano circolando, non venendo scambiate in denaro come la merce materiale.

POLITICHE A FAVORE DELLA SOCIETA' della CONDIVISIONE

Il centro sinistra deve fare politiche volte a favorire il software libero, e le licenze Creative Commons, che permettono una modularità dei diritti d'autore, consentendo la diffusione e la condivisione della cultura.

Il Software Libero garantisce la possibilità di uno sviluppo dell'industria informatica in Europa svincolata dai grandi depositari di licenze e brevetti d'oltreoceano. Garantisce la possibilità di sviluppo locale di un economia informatica, che non deve versare diritti, niente più degli antichi dazi e gabelle del tempo feudale, ma fa reale economia basata sul vero lavoro:
il lavoro di customizzazione, di installazione, di configurazione, di manutenzione, di documentazione;: garantisce una autonomia in forma di sicurezza necessaria ad un grande paese come l'Italia ed indispensabile per l'Europa.

Alcune PROPOSTE CONCRETE

  • Riforma della SIAE, od in subordine la fine del monopolio della Siae per la tutela del diritto d'autore, eliminazione dell'obbligo del bollino SIAE.
  • Impedire qualsiasi forma di controllo e di schedatura singola e di massa in rete, abolizione della Legge Pisanu almeno sulla parte riguardante il controllo dell'accesso ad internet
  • Rifiuto di qualsiasi ipotesi di legittimazione della violazione della privacy degli utenti per tutelare la "proprietà intellettuale"
  • Abolizione della Legge Urbani
  • Adozione Formati Open Standard (ODF), rispetto del vincolo di interoperabilità dei formati dei dati in tutti i sistemi informatici della Pubblica Amministrativi.
  • Politiche più accentuate di migrazione verso l'Open Source, a cominciare dalla Pubblica Amministrazione
  • Politiche di Adozione del Software Libero nelle Scuole
  • Fine del riconoscimento legale dei corsi di formazione su prodotti software con licenze proprietarie.
  • Vincolo di adozione licenza Creative Commons per le opere finanziate dallo Stato.
  • Riduzione del "tempo di vita" del diritto d'autore, richiedere una "microtassa" o meglio un "miniticket" annuale per rinnovarne la titolarità e ottenere che l'opera torni nel pubblico dominio se non viene pagata.
  • Massimo sviluppo del WiFi, liberalizzazione del segnale per scopi non direttamente commerciali..
  • Creazione archivi aperti a cominciare dalle pubblicazioni scientifiche, per mettere in circolo più idee e più conoscenza


Intervento di Francesco Tupone,
dell'Associazione Linux Club Italia
al Tavolo Programmatio dell'Unione sulle Politiche dell'Innovazione Tecnologica

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