Riconoscere agli autori maggiore potere contrattuale nei confronti degli editori
Dal Network Frontiere Digitali (www.frontieredigitali.net).
In base alla legislazione ora vigente, i diritti di utilizzazione economica dell'opera possono essere ceduti dall'autore a un'altra persona o a un'azienda. Siamo dell'opinione che l'autore debba mantenere il controllo sulle utilizzazioni economiche delle proprie opere, a difesa della propria creatività e autonomia. La legge sul diritto d'autore, concedendo agli autori ed editori pari forza contrattuale, legittima in realtà lo sbilanciamento a favore degli editori e, di conseguenza, la mancanza di rispetto dei diritti degli autori.
Inoltre pensiamo contribuisca a ridurre notevolmente le possibilità degli autori di ottenere sia un'autonomia intellettuale che un'indipendenza economica, a favore delle aziende.
Per questi motivi crediamo sia necessario rimodulare la legge sul diritto d'autore che eviti questo sbilanciamento di fatto dei diritti degli editori a sfavore degli autori. Sono gli autori stessi a chiedere maggiori diritti per ottenere un maggiore potere contrattuale nei confronti degli editori (vedi diritti degli autori sugli editori).
Se riflettiamo ci rendiamo conto che le aziende non creano o inventano nulla, ma sono le singole persone che, in quanto appartenenti a un gruppo, collaborano alla creazione delle opere. Pensiamo che, dal momento in cui esistono, i diritti d'autore debbano compensare esclusivamente i singoli autori di un'opera intellettuale, proporzionalmente all'apporto dato alla sua ideazione e al suo prezzo di vendita.
Crediamo invece che le aziende, in un regime di libera concorrenza, debbano guadagnare esclusivamente per i servizi complementari all'ideazione, come la copia e la distribuzione delle opere.
Ad esempio é liberticida il fatto che, a causa di un contratto sottoscritto in buona fede:
- un autore, di fronte ad un editore che non vuole ripubblicare la sua opera, non possa rivolgersi ad altri editori disposti a farlo.
- un autore, di fronte a un'offerta economica più vantaggiosa da parte di un altro editore, non possa, con il dovuto preavviso, recedere dal contratto sottoscritto con il suo attuale editore.
Storia della proposta
Il testo precedente é l'evoluzione di una proposta più radicale in cui si chiedeva di "rendere inalienabili i diritti di utilizzazione economica degli autori verso enti e aziende".
La probabile inattuabilità dell'idea precedente ci ha convinti a modificarla in una versione più concreta.
Il testo della proposta originale era il seguente.
In base alla legislazione ora vigente, i diritti di utilizzazione economica dell'opera possono essere ceduti dall'autore a un'altra persona o a un'azienda. Siamo dell'opinione che questa possibilità leda gli interessi degli autori, in quanto sembrerebbe sottintendere l'obbligo di cessione combinato dei diritti patrimoniali e morali degli autori sulle loro opere e quindi legittimarne la mancanza di rispetto. Inoltre penso contribuisca a ridurre notevolmente le possibilità degli autori di ottenere sia un'autonomia intellettuale che un'indipendenza economica, a favore delle aziende.
Per questi motivi crediamo sia necessario impedire legalmente sia la cessione dei diritti di utilizzazione economica dell'opera da parte degli autori che il possesso dei diritti d'autore da parte delle aziende.
Se riflettiamo ci rendiamo conto che le aziende non creano o inventano nulla, ma sono le singole persone che, in quanto appartenenti a un gruppo, collaborano alla creazione delle opere. Pensiamo che, dal momento in cui esistono, i diritti d'autore debbano compensare esclusivamente i singoli autori di un'opera intellettuale, proporzionalmente all'apporto dato alla sua ideazione e al suo prezzo di vendita.
Crediamo invece che le aziende, in un regime di libera concorrenza, debbano guadagnare esclusivamente per i servizi complementari all'ideazione, come la copia e la distribuzione delle opere.
Poniamo che io faccia un disegno per una maglietta. Penso di essere il solo, in quanto autore, ad avere il diritto di percepirne le royalty. Un'azienda dovrebbe guadagnare per la riproduzione dell'immagine sulla maglietta e la vendita della maglietta a cui il mio disegno da un valore aggiunto. Si pensi, ad esempio, alle molte imprese che, già da tempo, stampano immagini di pubblico dominio sui propri gadgets guadagnando abbastanza, senza ottenere alcun ulteriore ricavo dalle royalty.
