Public Domain Enhancement Act

Dal Network Frontiere Digitali (www.frontieredigitali.net).

Si stima che di tutte le opere coperte da copyright tra il 1923 e il 1942 solo il 2% ha ancora un valore commerciale.
In sintesi il Public Domain Enhancement Act aiuterebbe a rendere di pubblico dominio le opere che non hanno più valore commerciale.
L'idea di base del Public Domain Enhancement Act é che dopo un certo numero di anni che un'opera é stata pubblicata il detentore del copyright é tenuto a pagare una tassa per rinnovare il diritto d'autore.
Questa tassa potrebbe anche essere molto bassa (ad esempio di 50$, ma potrebbe essere anche di 1$). Se la tassa non viene pagata per 3 anni l'opera perde il copyright e diventa di pubblico dominio.
Lessig propone di introdurre la microtassa sul copyright dopo 50 anni dalla dalla pubblicazione dell'opera. Ha scelto un periodo così lungo perché crede che una richiesta moderata faciliterebbe l'approvazione della proposta.
Ciò sarebbe già un grande passo avanti dato che si stima che solo questo, in tre anni, renderebbe di pubblico dominio oltre il 90% delle opere registrate tra il 1923 e il 1952. In seguito, se gli effetti saranno positivi, l'opinione pubblica potrebbe essere maggiormente sensibilizzata e potrebbe approvare l'attivazione della tassa dopo un periodo più breve, come i 14 o 28 anni proposti dai costituzionalisti del 1787. Per maggiori informazioni consultate il sito web http://cyberlaw.stanford.edu/lessig/blog/archives/EAFAQ.html o http://eldred.cc Se un'opera ha perso il suo valore commerciale sarebbe inutile che l'autore paghi per rinnovare il diritto d'autore.
Se invece la tassa viene pagata l'opera viene registrata in un database per permettere di contattare facilmente l'autore al fine di chiedergli i permessi di utilizzo. In tal modo da un lato si facilita una procedura abbastanza ostica e, dall'altro, i pochi che possono trarre ancora guadagno da un'opera si garantiscono ulteriori guadagni senza impedire l'accesso libero a tutte le altre opere.
Sarebbe auspicabile che tutti gli stati, come primo piccolo passo verso una nuova economia della proprietà intellettuale, adottino questa procedura.

Sembrerebbe necessario prendere coscienza che una radicale rivoluzione legale non é attuabile in modo repentino, ma solo con una lenta sensibilizzazione dell'opinione pubblica e continue richieste moderate più facilmente controllabili e accettabili.
Leonardo Boselli propone che la tassa di rinnovo triennale del diritto di sfruttamento economico di un'opera sia pari al prezzo di copertina dell'opera moltiplicata per un coefficiente a seconda di chi paga: più basso se é l'autore, un pò di più se sono gli eredi. In questo modo viene premiato chi tiene bassi i prezzi.
Nel caso in cui l'opera sia collettiva la soluzione potrebbe essere che solo chi paga si garantisce e spartisce i diritti di sfruttamento economico. Se uno degli autori non paga una volta perde i diritti a vita, a meno che non giunga a differenti accordi con gli altri autori; se paga più di un autore, i diritti vengono spartiti equamente o secondo gli accordi precedentemente tenuti tra i vari autori.

I proventi derivanti dalla microtassa potrebbero essere obbligatoriamente spesi per la digitalizzazione delle opere di pubblico dominio o per scopi etici e sociali, ad esempio per incentivi allo sviluppo dei paesi poveri, per campagne umanitarie, per finanziare la ricerca, per campagne di sensibilizzazione, ecc.

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