FHF - Proposte operative: Gianluca Bernardo

Dal Network Frontiere Digitali (www.frontieredigitali.net).

Indice

Linee guida del progetto per la rifondazione della FHF

Profilo

Ho 24 anni, sono laureato in Storia e Multiculturalismo (ve lo ricordate il multiculturalismo?) e mi sto laureando in Storia Contemporanea. Scrivo e faccio musica con i Rein (www.rein99.it) con cui pubblico in copyleft dal 2005, percorso che mi ha recentemente portato a cancellarmi dalla SIAE. Sono uno dei tre fondatori originari del Fronte Popolare per la Musica Libera (Aprile 2004) e risulto tra i promotori delle principali attività legate al movimento sia in ambito artistico che politico.

Premesse

  • Il tempo dedicato al semplice dibattito politico è esaurito. La prossima stagione dovrà essere consacrata all'azione e all'applicazione pratica, concreta e tangibile di tutta quella progettualità che è fiorita in questi anni
  • Una serie di errori di cui siamo quasi tutti responsabili ha gettato un progetto luminoso come quello della Free Hardware Foundation in un limbo dove hanno prevalso sfiducia e disinteresse. Le cause di questo stallo sono, a mio avviso, di ordine prettamente pratico e non politico. L'assenza di un'organizzazione chiara ed efficiente ha portato ad una paralisi che è di tipo squisitamente organizzativo. Il nocciolo duro delle idee che sono alla base della FHF è assolutamente intatto ed è da questa consapevolezza che occorre ripartire. In una parola: Anno Zero.
  • La Free Hardware Foundation è l'unico soggetto in grado di accogliere lo straordinario bacino propositivo che in questi anni ha orbitato attorno al Network di Frontiere Digitali. Non esistono alternative e se anche esistessero non ci sarebbe il tempo utile per metterle in pratica
  • Il brusco cambiamento politico che ha interessato il governo nazionale e l'amministrazione locale ci mette, oggi stesso, di fronte alle nostre immediate responsabilità di attivisti. La FHF ha bisogno del massimo contributo, della massima unità, del maggior numero di risorse e di braccia a disposizione. Non esistendo più amministrazioni “amiche”, ammesso che ce ne siano state, la FHF si trova direttamente in prima linea e come tale va considerata: un'avanguardia da difendere a tutti i costi.
  • Il mondo con cui dobbiamo confrontarci è quello dominato dalle corporation. Noi dobbiamo combattere questo modello in maniera intelligente, idealista ma non ideologica: dobbiamo essere simili a loro, ma portare all'interno della nostra azione la sovversione delle nostre idee. Dobbiamo essere come un virus, che per poter funzionare deve essere in tutto e per tutto compatibile con il sistema operativo che vuole attaccare. E' per questo motivo che non dobbiamo temere il buisness, l'impresa, le azioni di lobbing ne' tutti quegli strumenti che hanno reso onnipotenti i trust. Dobbiamo combattere ad armi pari. Dobbiamo sporcarci le mani, fino in fondo, ma al tempo stesso non dobbiamo mai rinunciare ad essere quello che siamo. Le regole del gioco le decidono loro, non noi. Questo potrebbe non essere necessariamente un loro vantaggio. Anzi: questo non sarà un loro vantaggio, perché noi sapremo essere migliori.

Gestione

  • Immediato ed energico rilancio e rafforzamento del progetto della FHF che passi per una vera e propria rifondazione delle sue strutture, delle sue motivazioni, dei suoi strumenti e dell'organico che la compone
  • Semplificazione della struttura organizzativa e decisionale: è necessario interpretare lo statuto in maniera più permissiva possibile, mettendo da parte inutili lungaggini burocratiche e creando un consiglio obbligato a riunirsi ogni 15 giorni e depositario del potere decisionale in ogni materia. Ogni altro impedimento burocratico, sinceramente inadatto al numero dei soci e alla sostanziale semplicità delle relazioni personali in seno alla Fondazione, deve essere eliminato.
  • L'ordine del giorno di ogni consiglio deve essere costruito per mezzo del Wiki da tutti i soci desiderosi di dare il proprio contributo, al fine di garantire la democrazia e la trasparenza dell'operato. Sulle proposte emerse, deve invece decidere il consiglio, così da garantire governabilità e capacità di prendere decisioni. Ogni seduta del consiglio deve essere verbalizzata e resa pubblica, quantomeno ai soci, sul sito della FHF.

Progettualità

  • La FHF dovrà diventare il “cappello” sotto cui muovere la maggior parte, se non la totalità, delle iniziative concepite nell'ambito del movimento per la cultura libera intraprese dai suoi soci. La divisione in tante piccole sigle, progetti e iniziative isolate è quanto di più dannoso possa esistere. La ricerca della massima unità realizzabile deve rappresentare una priorità politica ed organizzativa.
  • Rilancio, sviluppo e crescita delle attività economiche. E' possibile dare vita ad una serie di progetti che conservino a lato della loro carica etica e politica anche una certa sostenibilità economica
  • I convegni sono un'ottima cosa, ma è giunto il momento di applicare concretamente le idee che vi vengono propugnate: possiamo far fiorire decine di progetti, creare posti di lavoro, costruire esperienze alternative realmente funzionanti. Se un mondo diverso è davvero possibile è il caso che cominciamo a costruirlo immediatamente, altrimenti moriremo parlandone e basta.
  • Adozione del principio per cui se si lavora per la FHF in maniera non saltuaria e con evidente profitto economico e politico per il progetto è giusto, necessario e sano accordare un riconoscimento economico a questo sforzo, così da trasformarlo, perché no, in in un vero e proprio lavoro. Solo in questo modo sarà possibile creare un gruppo di lavoro talmente forte e motivato da poter realmente mettere in moto tutte le potenzialità del nostro disegno. Le modalità con cui questo principio sarà applicato saranno decise di volta in volta dal consiglio riunito.
  • Creazione di un ufficio stampa di alto livello il cui addetto deve essere stipendiato mensilmente.
  • Nascita di un ufficio di ricerca bandi e finanziamenti. L'addetto o gli addetti a questo scopo riceveranno un compenso proporzionato alla quantità di risorse che saranno reperite, in base ai principi sopra enunciati. Il mondo è pieno di soldi che aspettano la FHF... serve qualcuno che passi le giornate a cercarli!
  • Le iniziative, i progetti, le attività proposte dai soci e deliberate dal consiglio riunito devono tornare ai soci: va utilizzato il sistema dei gruppi di lavoro, guidati da un responsabile e da un vice, da comporre tra tutti i soci, dando spazio alle capacità dei singoli, come abbiamo sperimentato con successo con il FPML: un progetto esiste se e solo se è affidato ad un gruppo di lavoro con nomi e cognomi scritti nero su bianco. In assenza di chiari responsabili è da considerarsi per quello che è: fumo. In assenza di un gruppo di lavoro un'iniziativa, seppure deliberata dal consiglio, sarà da ritenersi non attuabile. I Gruppi di Lavoro sono da considerarsi come parte integrante, “legale” e necessaria, delle iniziative intraprese dalla FHF
  • I gruppi di lavoro dovranno essere costituiti ad hoc. Ciascun gruppo dovrà essere formato da almeno due persone e dovrà avere necessariamente un responsabile. Al momento della sua formazione, il gruppo di lavoro dovrà presentare al consiglio, e di conseguenza a tutti i soci, tempistica, costi e modalità con cui intende agire. L'operato dei GdL dovrà svolgersi in completa trasparenza, attraverso l'utilizzo del wiki. Il Wiki servirà sia per svolgere il lavoro che, al tempo stesso, per renderlo costantemente verificabile e limpido.
  • Realizzazione di schede interne alla FHF con le attitudini e i profili di tutti i soci in modo da avere una panoramica del bacino di potenzialità della fondazione e, al tempo stesso, una messa a fuoco dettagliata delle risorse dei singoli componenti.
  • La FHF deve compiere tutti i tentativi possibili per salvare il Linux Club, senza il quale non saremmo mai stati qui a discutere. Salvare il linux club non è una variabile ne' una semplice priorità: è una necessità improcastinabile.
  • Trovo molto interessante e valido il programma presentato da Lorenzo de Tomasi, specie nei seguenti punti qualificanti, che sento di sposare e di riportare, come ho in parte già fatto in questa sede:
    • Apposizione del logo FHF a tutti i progetti personali dei soci
    • creazione di un aggregatore degli articoli di tutti i soci che hanno un blog personale
    • patrocinio di iniziative
    • creazione di gruppi di competenza con un coordinatore (come su Frontiere Digitali)
    • creazione di gruppi di lavoro sui singoli progetti
    • Commercializzazione: tutti i progetti e, in particolare, quelli che richiedono investimenti di denaro, devono prevedere un ritorno economico pari o superiore all’investimento fatto.

Se risulterò eletto metterò il massimo impegno nella realizzazione di questo programma o almeno di queste linee guida, in accordo con le altre componenti del consiglio, dell'assemblea e della FHF tutta.

Se dovesse risultare impossibile indirizzare la FHF verso le prospettive indicate dal presente documenti, qualora dovessi anche risultare eletto, non esiterei a dare immediatamente le mie dimissioni.

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