FHF - Commons People

Dal Network Frontiere Digitali (www.frontieredigitali.net).

Indice

Commons People

Chi

La Free Hardware Foundation

Quando

Tutti i giovedi

Dove

Al Linux Club di Roma

Perché

Nella stessa maniera in cui una cellula nel riprodursi trasmette un messaggio in codice, il dna, anche l'uomo, attraverso l'arte si esprime e si evolve trasmettendo un codice, la propria opera, la propria creatività. Che poi il codice sia nella forma di un libro, di un dipinto, di una composizione musicale, dal momento in cui l'uomo crea, manda un messaggio, lascia un segno e, spinto dai suoi più remoti istinti di salvaguardia della specie umana, lo fà attraverso tutti i mezzi possibili.

Nel passato la possibilità di comunicare e di far emergere le proprie idee, esigeva che il supporto, in forma cartaceo, analogico o in vinile, venisse distribuito presso più punti vendita possibili. Per far questo, era necessario un grande investimento economico, e quindi l'intermediazione di un ente che investisse ingenti somme per la produzione, la stampa, la promozione, la distribuzione dell'opera. Più grande era l'investimento e capillare la distribuzione, più era possibile far fruire l'opera e inviare il proprio messaggio. Quindi, nel campo della musica, più grande era la casa discografica e più era possibile emergere. Nacquero quindi le grandi major discografiche che, essendo le uniche a disporre di tanto denaro, imposero i gusti musicali all'umanità durante tutto il XX secolo.

Oggi, grazie all'avvento di internet e alla possibilità di diffondere in digitale la propria opera, la possibilità per un autore di emergere e di farsi conoscere passa per "regole diverse", in quanto la platea degli ascoltatori, del pubblico, dei possibili fruitori é ormai globale. Finalmente, essendo alla portata di tutti la diffusione della propria opera, é divenuto quasi inutile il bisogno dei vecchi intermediari ed é ormai sotto gli occhi di tutti l'inutilità del sistema del passato. Vecchi dinosauri e leggi medio-evali cercano di rimanere immutabili anche dove é evidente ormai il collasso. Dinosauri che non vogliono rassegnarsi alla perdita del loro potere, mostri tentacolari che tentano di sopravvivere con la forza, l'inganno, la menzogna...

Il peer to peer, la possibilità di masterizzare e fare infinite copie della propria opera, vengono visti dalle grandi major come il male più grande, la loro perdita di potere. Gli stessi mezzi, dal singolo autore, vengono invece visti come la possibilità di diffondere la propria opera in maniera capillare senza doversi sottomettere ai vecchi intermediari... siamo all'alba di una nuova era.

Nell'era di internet, i primi ad accorgersi del cambiamento non potevano che essere gli informatici, gli hackers. E' lì infatti che vengono formulate le nuove idee, idee che parlano di libertà, di condivisione della conoscenza, di cooperazione, le idee contrarie al copyright, il permesso d'autore, il copyleft. Il permesso di copiare, di fare peer to peer, il permesso di modificare, di migliorare, di accedere all'opera... il frutto più immediato é stato il software libero, famoso per linux ed il suo simbolo, il pinguino. Poi, con lo stesso spirito, nasce nel 2001 l'enciclopedia wikipedia, che proprio per mezzo della tutela in copyleft, diviene in soli 5 anni l'opera più grande mai realizzata dall'uomo.

Sempre nel 2001 nascono le Creative Commons, il copyleft riadattato all'Arte, alla Creativita', la Creativita' vista come un "bene comune": la creativita' paragonata all'aria, all'acqua, alla sabbia, un bene per il quale la mercificazione e' ormai una forzatura, una nota vecchia e stonata...

Cosa

Commons People è il nome delle serate artistiche al Linux Club, realizzate con lo scopo di proporre la musica di giovani autori e nello stesso tempo far conoscere, al pubblico e agli stessi autori, le licenze creative commons e il copyleft, per una forma diversa di tutela dell'opera di un autore. L'Associazione Linux Club Italia fornira' il contenitore, il supporto tecnico, gli impianti... i protagonisti della serata sono gli autori di musica, i pittori, gli scultori .... i fotografi... A turno, autori e artisti si esibiranno curando la direzione artistica, l'organizzazione, la produzione... L'evento è dedicato agli autori che scelgono di farsi conoscere attraverso l'esibizione live, e che hanno scelto la rete, come mezzo di diffusione in digitale della propria opera, una possibilità per un autore di emergere e di farsi conoscere passando attraverso "regole diverse", in quanto la platea degli ascoltatori, del pubblico, dei possibili fruitori é ormai globale.

La serata ha il supporto dello Sportello Liberius per un "suggerimento di modelli operativi per l'implementazione pratica di progetti che contribuiscano all'incremento del patrimonio di conoscenza liberamente condivisa". (www.frontieredigitali.net/index.php/Liberius)

Parteciperanno alla serata i fotografi di "Visioni del Ritmo" progetto dell'associazione Officine Fotografiche che nasce con lo scopo di dare supporto e promozione ai gruppi emergenti della scena musicale romana attraverso la fotografia. Officine Fotografiche attraverso le sue centinaia di fotoamatori e fotografi professionisti può offrire la capacità di esprimere in immagini di qualità degli eventi musicali. Da espressione al punto d'incontro fra due tipi di espressione sostanzialmente differenti: la musica e la fotografia. (www.officinefotografiche.org, www.visionedelritmo.net)

Commons pod party

In qualsiasi locale o festa, a un certo punto un dj professionista o improvvisato diffonde la propria musica. Il commons pod party è qualcosa di simile, ma partecipativo e libero. Ecco le semplici regole.

  • Ogni invitato seleziona dei brani preferiti e crea una playlist (e.g. 3 canzoni, max 15 minuti). Nell'invito si può dare un tema, o un genere o un'atmosfera intorno a cui si creano le playlist. È obbligatorio che i brani scelti siano rilasciati dall’autore con una licenza che permetta la loro diffusione anche per scopi commerciali. Alcuni strumenti utili per una ricerca in questo senso sono:
  • Insieme ai file, l’invitato deve allegare un semplice file di testo in cui fornisce informazioni sui brani scelti (a meno che questi dati non siano inseriti già direttamente nel file come metadati):

[nomefile.ext], [autore], [titolo album], [titolo brano], [licenza];

[nomefile.ext], [autore], [titolo album], [titolo brano], [licenza]; ...

  • Ogni invitato salva i brani scelti e il file di testo su una periferica usb (chiavetta, hard disk, ipod usato come drive portatile ecc.) o anche un CD. Per quelli che portano la playlist sull'iPod, bisogna avere a disposizione dei cavi di collegamento all'amplificatore in modo da usare l'iPod come lettore (però switchare tra lettori e computer richiede una certa attenzione da parte del dj)
  • È preferibile che i brani siano salvati in un formato libero (ad esempio Ogg-Vorbis [.ogg]). Se desidera che i brani vengano eseguiti in un ordine preciso, deve rinominarli con un ordine sequenziale (001.ogg, 002.ogg; 001-rein.ogg 002-rein.ogg ecc.), altrimenti può lasciare i nomi originali.
  • Durante la serata l’invitato può consegnare la sua playlist alla reception del Linuxclub, che provvederà a scaricarla sui propri computer e si riserva di ascoltarle prima di diffonderle. L’invitato deve segnalare le playlist che superano i 15 minuti di durata. Se il playlist party è programmato per un momento preciso della serata, e.g. dopo il concerto, è consigliabile fissare un lasso di tempo durante il quale si possono consegnare le playlist.
  • Al termine dei concerti, tutte le playlist consegnate verranno diffuse nel locale, nell’ordine in cui sono pervenute. Se c'è un dj a occuparsene, potrebbe anche decidere la sequenza delle playlist per creare un flusso o un'atmosfera coerente. Se si è scelto un tema per le playlist, si possono anche suonare nella sequenza in cui sono state consegnate.
  • Terminate le playlist, un dj selezionerà la musica che verrà diffusa nel locale. Se volete sentire nuovamente una musica o vi siete dimenticati di consegnare la vostra playlist, contattate la reception.
  • Una festa del genere ha un grande potenziale di far scoprire della musica nuova. Se i mezzi permettono, sarebbe bene proiettare su uno schermo - banalmente - lo schermo del computer da cui viene suonata la playlist così che i partecipanti possano leggere i nomi degli artisti e i titoli dei brani che trovano particolarmente interessanti.
  • Dopo la festa, si può creare una playlist su WebJay o servizi similari e così lasciare un segno dell'evento.
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