FHF - Archivio Video Musica Popolare
Dal Network Frontiere Digitali (www.frontieredigitali.net).
Indice |
Centro di documentazione audio-video-fotografico
della musica e della danza popolare
Verso una rete di Archivi Territoriali: progetto di Giorgio Tupone
- FREE HARDWARE FOUNDATION
in collaborazione con
- Associazione Culturale “FOLK MEDIA”
- Associazione Culturale “ROMA CITTA' DEI POPOLI”
- Associazione Culturale “LINUX CLUB ITALIA”
PREMESSA: una strategia per coniugare cultura e sviluppo economico
Musica danza e cultura popolare: una risorsa per i territori
Dal gruppo di lavoro attivato da diverse Associazioni è emersa una ipotesi strategica che ha favorito l’ideazione di alcuni progetti, rivolti ai “territori” (regioni ma non solo) di cui si compone il nostro paese.
L’ipotesi si fonda sulla possibile connessione di due attività che finora hanno avuto punti di contatto casuali e sporadici:
- le iniziative legate alla valorizzazione del patrimonio territoriale, con particolare riferimento all’ambiente naturale ed antropico, al settore culturale, all'artigianato, all'agricoltura tipica e di qualità, in sintesi alla crescita di quell'economia su scala territoriale che può essere definita “verde/ culturale”;
- le attività connesse alla ricerca, al recupero, alla rivitalizzazione di quel particolare settore della cultura costituito dalla musica, dalla danza e dalle tradizioni popolari.
Queste due attività non hanno ancora trovato una connessione solida e coerente, in una prospettiva di reciproco arricchimento, di sinergie attivabili per uno sviluppo economico dei territori dai quali prendono spunti e ai quali si rivolgono.
- L'economia verde/culturale conosce uno sviluppo in costante crescita, direttamente proporzionale alla diversificazione delle esigenze e degli interessi di operatori pubblici e privati sempre più evoluti, attenti alle radici delle culture locali, delle stesse produzioni tipiche, dell’enogastronomia intesa come parte integrante delle risorse culturali, e al loro contesto territoriale. La dimensione economica di tale fenomeno è legata al nascere e al consolidarsi di un target turistico che va alla ricerca dell'identità dei territori, per conoscerne e gustarne tutte le espressioni.
Tra l'altro, in particolare nel nostro paese, si tratta di un fenomeno destinato a rendere competitivi, se adeguatamente valorizzati, anche i territori interni a fronte del potere di attrazione delle aree costiere.
- Il fenomeno del recupero e della rivisitazione della cultura popolare evidenzia una crescita costante, così come un enorme sviluppo ha coinvolto quello specifico settore della tradizione costituito dalla musica e danza popolare.
Un settore che travalica l’aspetto specificamente “musicale” per presentarsi in modo sempre più organico e ricco nel contesto che l’ha originata, che ne ha consentito e ne consente il recupero, la riproposizione e la reinvenzione: appassionata ricerca filologica e sul campo, artigianato di eccellenza per il recupero e la ricostruzione degli strumenti originali, vere e proprie scuole per riconsegnarne l’uso a professionisti sempre più coinvolti da questo mondo sconfinato, rivisitazione delle danze che quasi sempre sono nate con e per la musica stessa. Un settore, infine che consente un approccio vivo e stimolante a tutti quegli aspetti che costituiscono la storia e l’identità di un territorio.
Un approccio evolutivo
Il recupero dell’identità collettiva e dell’identità territoriale è un obiettivo presente e consolidato in tutti i progetti di sviluppo. Ci teniamo a distinguere due diverse tipologie di approccio strategico e culturale al conseguimento di tale obiettivo.
- Dal nostro punto di vista il “recupero” e soprattutto la valorizzazione di una identità territoriale e collettiva comprendono la conoscenza, (e pertanto la ricerca rigorosa) dei suoi elementi originari e costitutivi, e, come risultato, la rielaborazione creativa e la condivisione di quanto conosciuto e riconosciuto da tutti, possibile solo se la collettività stessa riesce a operare quella giusta distanza dalla sua storia, necessaria a ogni atto creativo ed evolutivo.
- Un punto di vista opposto giustifica un approccio di reimmersione nel passato, di riproposizione per lo più acritica di fatti ed eventi non riconosciuti nella loro dinamica storica, in una direzione regressiva che può forse solleticare il gusto della nostalgia, ma di cui si ignorano totalmente origini, radici, e trasformazioni nel contesto attuale, proponendo (e anche imponendo) in tal modo un grave ostacolo ad un vero, reale riconoscimento e recupero dell'identità collettiva stessa.
- Il primo va verso una evoluzione graduale, talvolta in apparenza lenta, ma sicura e diretta ad una prospettiva di sviluppo.
- Il secondo può anche manifestare a volte una efficacia immediata che tuttavia presto si rivela infondata e diretta verso una involuzione che può sconfinare nell’implosione delle risorse attivate.
Di una identità ricercata e ritrovata la musica, la danza, intese come particolare espressione artistica di una collettività, sono, a nostro parere, il cuore e le radici più vive, profonde e feconde, anche se talora sembrano perdute e presenti in modo latente in manifestazioni collettive che ne evocano solo lontane risonanze.
Il canto, la modulazione della voce che incanta e della parola che racconta, il suono ricavato da strumenti offerti dalla natura e poi lentamente elaborati nei secoli, la danza, luogo originario della “rappresentazione”, della celebrazione rituale, della libertà espressiva degli esseri umani: essi accompagnano il lavoro dei campi e nelle botteghe dell'artigiano, lo stare e il muoversi dei pastori, il prendere sonno e il risveglio, l'incontro d'amore, la nascita e la morte.
Ciò che definiamo cultura di un territorio, sia in senso immateriale che, prendendo spunto dai moderni Ecomusei, in senso materiale, da qui trae origine e qui confluisce. Questo è il luogo forse in assoluto più adatto a restituire/ricreare l'immagine originaria e anche originale di una collettività, e pertanto può essere offerto come meta privilegiata a chi si muove alla ricerca dell'identità di un territorio: qui, forse, possono incontrarsi compensarsi efficacemente investimenti mirati al settore culturale e sviluppo economico.
Da sottolineare, a conferma della validità dell'impostazione strategica proposta, l'immediato, spontaneo, e si potrebbe dire necessario, coinvolgimento di popoli e nazioni affacciati sul Mediterraneo, con le cui tradizioni di canto, musica e danza tutte le culture della nostra penisola (e delle sue isole) sono tanto strettamente connesse da riconoscerne origini comuni.
E' difficile immaginare un “luogo” di scambio più favorevole per avviare e consolidare relazioni, senza alcun rischio di “scontro culturale”, delle quali il nostro Paese potrebbe e dovrebbe svolgere il ruolo, assolutamente naturale e ovvio, di promotore.
Nell’ambito della definizione di una strategia di sviluppo consideriamo l'identità di un territorio come il luogo dell'incontro possibile tra una offerta (quanto il territorio può offrire) e una domanda (sia essa “interna”, proveniente dalla popolazione residente, sia “esterna”), sempre più interessata e interessante anche dal punto di vista economico: in essa possono coniugarsi l’attenzione alla cultura e lo sviluppo economico del territorio stesso.
Il Progetto per un Centro di Documentazione Nazionale della Musica e della Danza Popolare ha come obiettivo strategico quello di contribuire alla riscoperta e al consolidamento delle Identità Territoriali intorno a questo specifico settore, considerato come il nucleo più stimolante e significativo della loro origine e del loro farsi nel tempo.
IL PROGETTO
Gli Archivi Territoriali
Il gruppo promotore del Progetto ha attivato una rete di rapporti umani e professionali con i Direttori dei più importanti Festival di Musica Popolare, con musicisti, ricercatori, studiosi, ed operatori culturali che da anni svolgono un enorme e talvolta misconosciuto lavoro nei rispettivi Territori. Quasi sempre questo lavoro vive della passione di singoli ed Associazioni che nonostante le difficoltà e la carenza di mezzi hanno prodotto una notevolissima documentazione di suoni, immagini, testimonianze che sarebbero andate e che andrebbero perdute: trattandosi perlopiù di testimonianze “dal vivo” è infatti da sottolineare, proprio in questo momento storico, un rischio di perdita “generazionale”. Un lavoro, d’altra parte, il cui senso può essere quello di stimolare le giovani generazioni verso una ricerca di identità sia personale che del proprio territorio e della collettività.
Ne è derivato pertanto, e continuamente ne deriva, un enorme patrimonio di conoscenze, di testimonianze dirette, di studi e di ricerche, di manifestazioni artistiche. Un patrimonio di cui sono diretti depositari i territori, le loro popolazioni, e gli operatori in essi attivi.
Un patrimonio cui ancora manca un luogo-struttura operante su scala nazionale, capace di assumere una funzione di punto di riferimento per le esperienze locali, di luogo di raccolta elaborazione e diffusione per le molteplici sue espressioni, di coordinamento e stimolo per nuove ricerche.
Il Centro di Documentazione Nazionale
Il Centro di Documentazione Nazionale audio-video-fotografico della Musica e della Danza Popolare si propone come:
- luogo fisico di ricerca, raccolta elaborazione consultazione di conoscenze, dati, testimonianze;
- luogo culturale di riferimento e di valorizzazione per i depositari dei patrimoni territoriali (Archivi Territoriali) che in esso possono incontrarsi e confrontarsi, trovare stimoli e risorse per uno sviluppo su basi e metodologie di ricerca condivise;
- luogo virtuale di messa in rete del patrimonio esistente e pertanto propulsore di una costituenda Rete di Archivi Territoriali.
Il Centro avrà inoltre come sbocco divulgativo, nell’ottica di un efficace conseguimento degli obiettivi, un canale televisivo in digitale, nella cui programmazione troverà ulteriore spazio la diffusione dei contenuti e delle produzioni derivante dalle iniziative e dalle attività della Rete.
La struttura
La creazione e gestione del Centro prevede:
- Struttura organizzativa ed operativa, con funzioni di:
- Coordinamento generale e progettazione
- Gestione dei rapporti con la Rete
- Gestione del Portale
- Produzione
- Comitato Scientifico, con funzioni di consulenza permanente per le attività svolte dal Centro, composto da:
- rappresentanti della Rete (responsabili degli Archivi Territoriali);
- direttori Artistici dei Festival
- rappresentanti dei Musei tematici e di Centri Studi locali;
- rappresentanti del mondo universitario, dei ricercatori e studiosi del settore.
L’Associazione Culturale FOLK MEDIA doterà il Centro di Documentazione nazionale di adeguata sede fisica, che consentirà di:
- realizzare ed ospitare il Portale degli Archivi Territoriali;
- consultare direttamente il materiale elaborato e prodotto dal Centro ed eventualmente messo a disposizione agli Archivi Territoriali;
- ospitare seminari a tema, workshop, gruppi di studio e di ricerca;
- ospitare rassegne dei lavori prodotti dagli Archivi Territoriali.
Il Centro di Documentazione Nazionale si propone come struttura aperta, mirata alla valorizzazione di un Patrimonio Culturale che nasce dai Territori, consolida la loro Identità, e ne può rappresentare un importante fattore di sviluppo, anche economico.
