Discussione:Testo unico universitario
Dal Network Frontiere Digitali (www.frontieredigitali.net).
LA SANITA' infrastruttura portante del Sistema Paese. Il cui compito é mirato al mantenimento della massima efficienza, dell'unica vera risorsa naturale che ciascun Stato al mondo possiede. La Risorsa Umana. Sanità il cui scopo é l'investimento costante a breve, media, lunga scadenza. La prevenzione neo-prenatale, la diagnostica del DNA, l'educazione al cittadino di stili di vita comportamentali a supporto del mantenimento nella massima efficienza, nell'inserimento delle realtà produttive, che dovrà avvenire nella fascia di età dai 25-35, periodo in cui le capacità cognitive del singolo raggiungono la massima potenzialità di creatività. Nella civiltà della ricchezza intellettuale sono obiettivi dai quali non si può prescindere per la riduzione del costo del lavoro, diminuendo le assenze per malattie; la massima efficienza fisica favorisce "l'idea vincente"che deve essere concretizzata entro il compimento dei 45/55 anni per avere la solidità del valore aggiunto che crea competitività sui mercati. Queste tappe potranno essere raggiunte grazie all'interazione scuola lavoro che dovranno riuscire a far emergere le doti naturali di cui ciascun essere umano é dotato, in modo da non procacciare costi in anni di studio persi. Il coltivare il potenziale cognitivo umano é un investimento certo, anche se richiede particolari attenzioni durante il percorso di studi. D'altra parte un orto produce ottime verdure a seconda del territorio georeferenziale, ma soprattutto se il terreno é adeguatamente preparato, ripulito dagli arbusti, dissodato, arato, concimato, pronto per essere seminato. La natura ha i suoi tempi e l'uomo non potrà continuare a forzarli più di tanto. Questa é la certezza che dovremmo aver acquisita in questa nostra civiltà, privata di valori, cultura della conoscenza del lavoro. Dobbiamo corere ai ripari per il futuro dei nostri figli ai quali abbiamo raccontate tante favole, perché tali sono considerati i VALORI CIVILI MORALI COMPORTAMENTALI che hanno consentito alle altre civiltà di lasciarci la testimonianza della loro esistenza, in musei, chiese, strade, opere d'arte, statue, reperti archeologici che emergono durante gli scavi.
L'unica civiltà della quale non se ne ha la concreta certezza é la mitica "Atlantide" se non recuperiamo quei valori rischiamo di fare la stessa fine senza il mitica.
La collettività, la piazza, dobbiamo insegnare ai nostri figli come si devono vivere. Noi abbiamo avuta la fortuna d'impararlo, perché da piccoli riuscivamo a giocare nel cortile di casa, nella strada o la piazza limitrofa. Dove si condividevano gli spazi, a volte mettendo i confini per poi toglierli. Ma guai a noi se avessimo imbrattati i muri delle case, o toccato un solo vaso di fiori. Avevamo libertà di giocare a palla nel cortile, ma sapevamo benissimo le conseguenze che avremmo pagate qualora avessimo rotto un vetro.
Il ricordo delle sere all'imbrunire, la poesia "Il sabato del villaggio" probabilmente i giovani di oggi non l'hanno mai neanche sentita nominare, ma é la testimonianza della civiltà dell'epoca in cui é stata scritta. I messaggini delle simpatie o antipatie, li abbiamo fatti anche noi, ma mai suo muri delle case o per le strade. Ma noi non avevamo bisogno del poliziotto di quartiere, perché qualunque adulto era autorizzato a sgridare i bambini che si stavano comportando "male" e nessuno di noi osava ribellarsi a quel rimprovero e tanto meno andare a casa a chiedere la difesa dei genitori perché il risultato era il castigo. Se non sei capace a giocare con gli altri, stai in casa non esci così nessuno t'infastidisce e soprattutto Tu non infastidisci gli altri.
Purtroppo l'esigenza della soddisfazione dei falsi bisogni ci ha fatto perdere queste fasi di crescita, di maturazione, di naturale confronto, scontro del prendersi la palla l'un l'altro, per poi essere riaccompagnati dai genitori a casa del proprietario, intimiditi, vergognandosi di tale atto vandalico e quella punizione era sufficiente una volta sola. Questo é un esempio. Quanti altri banali? Ma banali non sono perché la mancanza di queste esperienze naturali del vivere civile, ha allungato i tempi del confronto. Ora i bambini non possono più giocare nel cortile del caseggiato, non possono farlo nella strada del quartiere, tanto meno in piazza. Il loro mondo di aggregazione é sempre e solo in un ambiente circoscritto, fatto di regole che molti non riescono a capire e le subiscono come ingiustizie e se le portano dietro negli anni, nascoste dentro di loro, ed alla prima occasione emerge la voglia della rivincita, del gioco mancato che non é più un gioco ma proporzionalmente all'età é cresciuto di proporzioni ed é diventato l'atto vandalico.
E' giusto il riappropriarsi della piazza, dell'assembramento ma dobbiamo insegnare ai ragazzi come si DEVE STARE IN PIAZZA CON REGOLE DI CIVILE COMPORTAMENTO NON DI ATTI VANDALICI PERCHE SONO COSTI COLLETTIVI CHE DOBBIAMO RIPAGARE TUTTI E QUESTO NON E' GIUSTO. Fintanto che non si sarà radicato in noi il concetto che "Stato" é l'insieme dei cittadini, che tutto quanto é alla luce del sole, strade, piazze, panchine, alberi appartengono all'intera collettività e che il costo del loro stato di manutenzione lo paghiamo tutti, che l'imbrattare i muri, imfrangere le vetrine dei negozi non é il modo per far sentire la propria ragione, perché avendo compiuto un atto vandalico, si ha già torto ed é una regola ferrea che é sempre esistita, che l'evolversi delle civiltà ha modificato, ma nessuno di noi può dimenticare la "mano" di Muzio Scevola. La punizione per aver rubato. La civiltà dell'intelligenza non può consentire una cultura contraria. Senza parlare di colore politico. Quello é uno stadio di crescita, ancora troppo distante da tutti coloro che compiono un qualsiasi atto vandalico, che non sanno vivere il momento di assembramento in modo civile, etico, rispetto della proprietà del singolo, come della collettività.
I giovani non hanno potuto acquiisire questa educazione perché non ne hanno avuta l'opportunità, ma é doveroso da parte nostra "dargliela questa educazione concettuale, di profonda moralità e civiltà. Poi alle bandiere, ai cortei, al colore politico, sono processi di maturazione collettiva che si possono raggiungere solo per gradi, altrimenti diventa repressione ed il risultato é la ribellione alla repressione che é diverso dal dire "privati della LIBERTA'" LA LIBERTA E UN DIRITTO UMANO CHE SPETTA A CHIUNQUE, anche a chi ha fatto chissà quali sacriifici per acquistare l'automobile, amdare al lavoro ed al rientro trovare un mucchietto dal quale emerge ancora del fumo. Perché quel "fumo" é la dimostrazione della violazione della LIBERTA' del proprietario di quell'auto incendiata durante una manifestazione nella quale il vero concetto di LIBERTA' certamente non era conosciuto nella globalità del valore del significato reale oggettivo e soggettivo della PAROLA: LIBERTA' richiede rispetto, lealtà, onestà. Se nell'animo del cittadino che partecipa ad una qualsiasi manifestazione non vi sono radicati questi valori, quest'etica comportamentale, la manifestazione non può essere un sinonimo di difesa della libertà.
Libertà é la possibilità di essere adeguatamente curati, assistiti. Libertà é poter camminare per la strada tranquilli senza la paura di essere scippati, malmenati, spintonati da ragazzini che escono da scuola, che hanno il diritto di sprigionare la loro carica di energia repressa, ma hanno il diritto di avere il posto giusto per farlo. La difesa della libertà é la consapevolezza che il nostro comportamento é il componente principale della libertà. Il nostro agire é libero fintanto che non si limita la libertà altrui. Nessuno consciamente vuole accollarsi il costo di un danno provocato da altri. Ma il vivere la piazza oggi é il risultato certo del procacciamento di costi. Quando va tutto bene é tutto tranquillo, come minimo ci sono i costi supplettivi per la pulizia della strada della piazza, invase da carte, lattine, oggetti e questo non é il risultato certo di che cosa é servita la manifestazione.
Perché di concreto oggettivamente e soggettivamente dopo una qualsiasi manifestazione la certezza é sempre il costo per renderla vivibile, per rendere la libertà ai cittadini di poter usufruire di quella piazza di quella strada. Questi costi non dovrebbero mai essere procacciati, perché sono risorse che dovrebbero essere investite per far fruire al cittadino la miglior soddisfazione dei reali bisogni, quali la salute. E per queste riflessioni ribadisco non ci sono colori politici, c'é il benessere della civiltà dello "Stato" che può spendere i soldi, risultato della produzione di ricchezza, non sempre per riparare i danni ingenti frutto di una manifestazione, ma per creare gli spazi verdi, per giocare, per correre, per radunarsi, uin armonia, in amicizia, comunque nel doveroso costante consapevole concetto culturale che ci sono infrastrutture portanti che devono funzionare sempre e costantemente alla ricerca del mantenere il passo all'evoluzioni naturali che il passare del tempo impone. Il rispetto di regole uguali per tutti, l'umiltà di voler imparare ed il senso civico della condivisione della conoscenza determinano "La libertà"
