Discussione:FPML - Parte Prima

Dal Network Frontiere Digitali (www.frontieredigitali.net).

Dunque, non so come funziona lo strumento "discussione" di wikipedia.. spero quindi di non far danni.

In "Parte prima - problematiche", alla frase "L'idea del FPML è semplice e nasce da una osservazione elementare: é vero che attorno all'arte girano dei soldi. Servono per produrla, per svilupparla e per farla conoscere." ho pensato di aggiungere "[..] , e in parte per retribuire chi per realizzare quell'opera d'arte ha investito il suo tempo; e tutto ciò è secondo noi è giusto, o comunque corretto." Credo che sottolineare maggiormente la frase scritta da Gianluca con quell'aggiunta tolga ulteriori dubbi a chi crede che questo opuscolo sia stato scritto da bohemiens che se ne fregano dei dindi.

Su "Il Mercato, le Major, in Network e il loro Monopolio": "I grandi spazi sono quasi completamente gestiti da questo semplice monopolio." ho pensato di puntualizzare cambiandola in "I grandi spazi sui media tradizionali sono quasi completamente gestiti da questo semplice monopolio. E ci stanno provando anche con il web." E' una piccola ma penso importante distinzione e precisazione. Scherzavo.. ho aggiunto " [..], prima con sistemi anticopia e leggi liberticide contro il peer-to-peer, e ora cercando di imporre silenziosamente le tecnologie DRM del Trusted Computing Group che impediranno la libera copia, il noleggio e il semplice scambio di opere in formato digitale." (ultima parte presa quasi esattamente dal progetto della FHF)

A "Il dramma è che questa lobby seleziona i suoi artisti seguendo dei criteri principalmente commerciali", ho aggiunto ".. che non sempre coincidono con l'effettivo valore artistico di una proposta". Credo che così si eviti l'effetto-piagnone che potrebbe apparire, di una persona che scrive certe cose solo perché in realtà non è ricco e famoso come altri; così si aggiunge una cosa, per altro verissima, e si fugano secondo me ulteriori dubbi, dando per sottinteso che, a volte invece, seppur raramente, le due cose possono coincidere (e che non tutta la musica sconosciuta sia necessariamente valida).

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