Discussione:E-Government

Dal Network Frontiere Digitali (www.frontieredigitali.net).

Per una discussione solo abbozzata sull'e-gov non basterebbe una settimana. Provo perciò a digitare qualche riflessione sparsa, premettendo che non entrerò nelle tematiche più tecniche,che lascio agli esperti, anche e sopratutto perchè esperto io non sono. Mi occupo di e-gov da una posizione privilegiata; la Provincia di Roma e in particolare l'Assessore Vita, hanno voluto costituire un servizio specifico, che seguisse proprio le tematiche dell'e-gov. La prima riflessione, che viene in automatico è che l'e-gov trova la prima forte ostilità negli apparati burocratici. Da sempre avversi all'innovazione, spesso incapaci anche di essere " curiosi " i burocrati continuano indefessi a preferire la carta ai file, software obsoleti piuttosto che provarne altri... E se è vero che non è tutto così, è vero anche che molto è così. I politici se è possibile, sono anche peggio. E non bastano certo circolari e codici, ampiamenti disattesi. Occorre una vera e propria rivoluzione sul modello delle leggi Bassanini. Sostenute da una campagna di informazione, facilmente comprensibili ai cittadini, esse s/travolsero gli apparati burocratici, costringendoli all'angolo ed autorizzando il cittadino a ribellarsi. Quindi, occorre necessariamente che la prossima legislatura si apra con Leggi sull'innovazione tecnologica, e sull'e-gov. Non mi appassiona il dibattito se debba essere un Ministero o una delega " pesante ". La prossima legislatura dovrà provare a risolvere una durissiam crisi economica. Occorreranno tagli e provvedimenti inpopolari. Sappiamo tutti che sulle voci di bilancio legate all' e-gov, alla fonia, alla dis/informazione si addensa un grosso sperpero. Con i milioni di euro, frutto della vendita delle licenze UMTS, si è fatto poco e male. Progetti raffazzonati, duplicati all'inverosimile, Enti che hanno sottoscritto x accordi di programma. Occorre adesso cambiare registro. Partendo proprio sul taglio agli sprechi, provo a fare su questo una breve lista di priorità: 1) Obbligo tassativo del riuso, prima dell'acquisto di altro software 2) Obbligo di sperimentazione in un dipartimento / servizio di ambienti ibridi open/proprietari 3) Obbligo di passaggio al VOIP ( ove possibile ). 4) Massiccio piano di formazione per i dipendenti pubblici.

Per far ciò occorre una legge che "tagli " i Bilanci degli Enti proprio in questo settore, relativamente all'acquisto dei software, spostando risorse sull'acquisto invece di nuove macchine, ed inserendo risorse per la formazione del personale.

E' evidente che da parte dello Stato Centrale deve essere fatto un piano per l'abbattimento del digital divide, puntando a coprire tutto il territorio nazionale, tramite la tecnologia wirelles. Tutti Comuni dovrebbero avere la copertura, ed avere un terminale dal quale i cittadini tutti , aiutati da un operatore, possano utilizzare la Rete. Perchè è assurdo pensare che milioni di anziani siano in grado di utilizzare la Rete per avere servizi ( prenotazione di una visita medica piuttosto che una modifica del contratto telefonico ). Comunque, per passare dalla logica di Windows a quella di Linux, occorre la politica del montanaro: piccoli passi, costanti e risoluti.

Faccio infine una provocazione: sappiamo tutti che nelle case degli italiani vi sono software proprietari " illegali ". Bene: se si colpissero i possessori, si avrebbe automaticamente un aumento del software libero. A quel punto molti scoprirebbero che Mozilla funziona, e che open Office non è poi lo spauracchio dipinto. D'altronde i discount hanno aumentato il loro fatturato solo quando è esplosa la crisi economica, " costringendo " le famiglie ad acquistare prodotti senza " marchio ".

Marco Frezza

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