Discussione:Diritti e permessi d’autore
Dal Network Frontiere Digitali (www.frontieredigitali.net).
Documento di sintesi
Passato:
- La proprietà del sapere (cioé dell'informazione) privata ed esclusiva;
- In un contesto in cui internet non esiste, la possibilità di veicolare l'opera dell'ingegno é legata a una struttura complessa e costosa
- La struttura della distribuzione dell'informazione é verticale;
Presente:
- L'utilizzatore medio del pc, completo di masterizzatore, programmi di word processing e connessione ad internet é un soggetto diverso dall'acquirente di supporti contenenti musica o di letteratura. Mentre questi rimane l'utente finale di un prodotto che ha avuto una distribuzione verticale basata su rapporti materiale e giuridici tra autore-editore-distributore-negozio, l'utilizzatore delle tecnologie digitali si veste di due facce: quello dell'utilizzatore e quello del distributore. L'uomo si innalza al livello delle sue possibilità tecnologiche;
- La struttura della distribuzione dell'informazione é orizzontale (da utente a utente);
Norma costituzionale:
compito dello Stato ex art. 2 della Costituzione é rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che si frappongono al libero ed egualitario sviluppo della comunità
Reazione dell'ordinamento alla distribuzione orizzontale della cultura:
- Compenso per "copia privata";
- Legge Urbani;
- Sbilanciamento dell'interesse alla protezione degli editori e mai nei confronti degli autori e dei fruitori;
Proposte esemplificative e non esaustive per un riequilibro dei diversi interessi:
- Proposte di merito relativo alla modifica diritto d'autore attualmente vigente.
- Maggiore definizione dei diritti degli autori sugli editori.
- Riconoscere agli autori maggiore potere contrattuale nei confronti degli editori. L'autore dovrebbe avere di diritto e di fatto il potere di controllare i diritti patrimoniali anche dopo la stipula di un contratto con un editore.
- Maggiore definizione dei diritti dei fruitori su autori ed editori (diritti di giusto utilizzo). in particolare quelli che riguardano gli scopi divulgativi e formativi.
- Partendo dal presupposto che non può essere creato nulla di nuovo senza partire da ciò che già esiste, occorre stabilire maggiori libertà (e regole di attribuzione della paternità e di citazione delle fonti) per la citazione, la contaminazione, il remix di opere esistenti.
- Adozione del Public Domain Enhancement Act proposto da Lawrence Lessig per ridurre il numero di opere non più in commercio non accessibili a causa del diritto d'autore.
- Riforma della Siae:
- Modifica dello statuto Siae affinché sia garantita agli autori la possibilità di rinunciare liberamente ad alcuni diritti sulle proprie opere, ad esempio attraverso l'adozione di licenze con "alcuni diritti riservati" come la Gnu-Gpl e le Ccpl (Creative Commons public license). In particolare sarebbe opportuno che la Siae riconosca nel proprio statuto il diritto degli autori di consentire la copia, la distribuzione, l'esecuzione e/o la modifica libere e gratuite di alcune loro opere, per tutti i fini o solo per alcuni fini.
- Fine del monopolio della Siae e libera concorrenza tra associazioni di autori ed editori.
- Valutare l'abolizione dell'obbligo del bollino Siae.
- Eliminazione o modifica del compenso per "copia privata" che "si applica a tutti i supporti di registrazione vergini, analogici e digitali, dedicati (audio e video) e non dedicati comunque idonei alla registrazione di fonogrammi e videogrammi" .
- Permettere l'esecuzione di opere di autori non iscritti alla Siae in trasmissioni della Rai.
Modifica sostanziale della Legge Urbani:
- Rendere penalmente perseguibile solo lo sfruttamento abusivo delle opere dell'ingegno quando ci sia uno scopo di profitto o di vantaggio commerciale.
- Abbassamento dell'Iva e dei prezzi delle opere intellettuali.
- Biblioteca universale. Incentivazione statale alla digitalizzazione ad alta qualità del patrimonio storico e culturale italiano di pubblico dominio, con lo scopo di renderlo liberamente e gratuitamente accessibile.
- Abolizione dell'obbligo di deposito del 'sito web' presso le biblioteche nazionali. L'obbligo di deposito potrebbe essere obbligatorio solo per i siti di interesse che stanno per essere chiusi definitivamente, con l'obiettivo di creare un archivio storico.
- Adozione di licenze con "alcuni diritti riservati" (come la Gnu-Gpl e le Creative Commons) per i dati, le informazioni e le opere realizzate interamente (o principalmente) attraverso soldi pubblici. Discussione sulle proposte del progetto Scarichiamoli!
- Libero accesso e distribuzione attraverso formati aperti (ad esempio svg e xml) dei dati cartografici aggiornati e in generale ai dati raccolti dalle amministrazioni pubbliche. Si pensi ad un database liberamente aggiornabile di mappe in formato svg (nazioni, regioni, province, città ecc.), di foto satellitari ecc. Le Università posseggono questi dati, ma spesso l'ultimo aggiornamento é obsoleto. La libera collaborazione basata sul modello del software libero potrebbe incentivare l'aggiornamento di questi dati.
- Sostegno al progetto Accesso libero ai dati cartografici raccolti dallo Stato
- Dati pubblici aggiornati. Ad esempio basi dati xml strutturati dei nomi e dei dati delle regioni, dei comuni e dei cap, ufficialmente aggiornati e garantiti per la correttezza delle informazioni contenute, liberamente accessibili e copiabili per fini anche commerciali.
- Pubblicazioni per la promozione turistica. La copia, la distribuzione e la modifica libere anche per fini non commerciali oltre a incrementale il patrimonio culturale libero potrebbe favorire la promozione turistica a vantaggio delle economie locali.
- Incentivazione della creazione di accessi pubblici al sapere gratuito e condiviso (biblioteche, portali web ecc. a gestione pubblica e/o privata) attraverso i quali siano possibili la libera copia, distribuzione ed esecuzione delle suddette opere prodotte con soldi pubblici e delle opere di pubblico dominio, ormai libere da diritto d'autore
- Sostegno alla campagna "Non pago di leggere" contro il prestito a pagamento nelle biblioteche pubbliche.
Proposte di metodo:
- Costituzione di una commissione sulla riforma del diritto d'autore, dei regolamenti applicativi della legge sul diritto d'autore da parte della Siae, della stessa Siae e della legge Stanca. La commissione sarà istituita presso il Ministero dell'innovazione tecnologica, di concerto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e con il Ministero dell'istruzione, Università e Ricerca (Miur). Sarebbe auspicabile la presenza all'interno della commissione sia delle associazioni che negli ultimi anni hanno assunto un ruolo determinante sui temi dell'accesso libero alla cultura (ad esempio Associazioni sindacali, Associazione software libero, Creative Commons, Electronic Frontier Foundation, Free software foundation, Il secolo della rete, iQuindici, Liber Liber, Linuxclub, Wikipedia, ecc.) che dei rappresentanti di autori, editori, distributori e fruitori delle opere intellettuali.
- Istituzionalizzazione del modello multi stake-holder. Gli stake-holder sono tutti i possibili portatori di interesse. La commissione dovrebbe dotarsi di una struttura multi stake-holder (ad esempio un tavolo cooperante) che accompagni in tutte le fasi il processo di revisione e implementazione delle proposte.
- Gruppi di lavoro partecipati. La struttura multi stake-holder dovrebbe a sua volta relazionarsi con dei gruppi di lavoro aperti che usfruiscono di una piattaforma web per la discussione, la redazione e la revisione dei contributi finalizzata alla realizzazione di un documento condiviso.
- La piattaforma web. Tutti i documenti prodotti dalla commissione, in tutte le diverse fasi, dovranno essere pubblicati in tempo reale sulla piattaforma web, in modo da assicurare la massima trasparenza assicurando adeguate regole di approvazione e rifiuto dei contributi pervenuti e garantendone la libera copia, distribuzione e modifica. *Il modello wiki rappresenta l'applicazione pratica di questi principi.
