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Fame
La sensazione di fame e di sazietà è regolata da due centri ipotalamici specifici.
I fattori che influenzano la sensazione di fame e di sazietà sono :
1. Chimici (per esempio: glicemia)
2. Meccanici (per esempio: distensione gastrica)
3. Neurologici (per esempio: stimolazione vagale)
4. Ormonali (per esempio: leptina)
5. Psichici
Termini che indicano alterazioni della sensazione della fame e della sazietà:
aumento della fame: iperoressia e bulimia che possono causare obesità
diminuzione della fame: inappetenza e anoressia che possono causare malnutrizione
Iperoressia
Cause:
1. Ipoglicemia da iperplasia o tumori del pancreas endocrino
2. Lesioni del SNC con compromissione dei centri della fame (encefaliti, tumori ipotalamici, tumori ipofisari, craniofaringiomi
Se associata a importante dimagramento per
3. Eccessiva perdita di materiali energetici (diabete mellito con glicosurie massive)
4. Esaltazione dei processi ossidativi (ipertiroidismo: m. di Basedow e adenoma di Plummer)
Cause:
distorsione dell'immagine corporea
caratterizzata da:
1. abbuffate compulsive,
2. pratiche di compenso (vomito autoindotto).
perdita totale dell'appetito associata al disgusto per i cibi.
Cause organiche:
1. Cancro gastrico(sarcofobia)
2. Anemia ipocromica (da atrofia gastrica)
3. Processi di necrosi a carico dell'ipofisi (morbo di Simmonds)
4. Stati neoplastici avanzati
Cause psichiche
anche questa ha come base la distorsione dell'immagine corporea
le caratteristiche cliniche sono :
1. lotta attiva contro la fame,
2. perdita di peso
3. amenorrea
colpisce in genere giovani donne (il 10-15% di tutte le donne tra i 13 e i 20 anni) con forme di varia gravità.
Disappetenza
Ne esistono varie forme non sempre legate a patologia, a volte sono parafisiologiche.
Sete
La sensazione della sete regola l'assunzione dei liquidi e si manifesta per l'impoverimento in acqua delle cellule. Sono stati individuati dei centri di diencefalici della sete che ricevono impulsi osmocettori vascolari.
Il patologico senso della sete si definisce Polidipsia
Primitiva quando c'é un interessamento organico o funzionale dei centri di encefalici
Secondaria da deficit di contenuto d'acqua e aumento della pressione osmotica cellulare
Disturbi nella produzione ed escrezione dell'urina
Disturbi della funzione escretrice renale
Diuresi
La diuresi è la quantità di urine eliminate
Generalmente la diuresi delle 24 ore varia da 1500 a 2000 ml.
La diuresi è regolata dai seguenti momenti funzionali renali:
1. flusso ematico renale
2. filtrato glomerulare
3. riassorbimento tubulare
Principali alterazioni della diuresi:
1. Poliuria
2. Oliguria
3. Anuria
4. Ematuria (sangue nelle urine)
5. Piuria (Pus nelle urine) a volte associata a emissione di gas
6. Pneumo-piuria
Minzione
La minzione è l'atto di emettere le urine fisiologicamente 3-5- volte nelle 24 ore.
Alterazione della minzione:
1. Nicturia (necessità di urinare anche durante il riposo notturno)
2. Ritenzione urinaria (impedimento alla fuoriuscita di urina) globo vescicale uretero e/o idronefrosi
3. Incontinenza urinaria (incapacità a trattenere le urine)
4. Pollachiuria ( eliminazione dell'urina in modica quantità e spesso)
5. Disuria (eliminazione dell'urina con difficoltà )
6. Stranguria (eliminazione dell'urina con dolore)
Variazione nella produzione delle urine
1. Poliuria > 2500 ml./24 h
Fisiologica (aumento assunzione di liquidi)
Patologica (Diabete insipido e Diabete mellito etc.)
2. Oliguria < 800 ml/24 h
Fisiologica (diminuzione assunzione liquidi)
Patologica (danno renale incompleto)
3. Anuria < 100 ml/24 h
Danno renale anche acuto in caso di necrosi corticale o tubulare.
Anuria apparente in caso di ritenzione urinaria
Globo vescicale (edema prostatico, calcolosi vescicole o stenosi uretrale)
Uretero-idronefrosi (in caso di stenosi ureterali o calcolosi renale o ureterale)
Disturbi della funzione respiratoria
La frequenza normale è di circa 16-24 atti al minuto. Una maggiore frequenza viene definita Tachipnea, una minore Bradipnea.
Ci sono due tipi di respirazione: quello in cui prevale il movimento del diaframma e viene detta respirazione addominale e quella in cui prevalgono gli altri muscoli che viene chiamata respirazione costale. Tutte le cause, anche fisiologiche come la gravidanza, che limitano l'escursione del diaframma sono causa della respirazione costale. I principali stati patologici caratterizzati da un prevalente uso dei muuscoli intercostali sono: ascite, paralisi totale o parziale del diaframma, ascessi sottodiaframmatici, versamenti pleurici, enfisema polmonare.
L'ampiezza dell'atto respiratorio lo definisce come superficiale (con immissione di una limitata quantità di aria) o viceversa profondo.
Il ritmo respiratorio è in genere conservato. Stati di alterazione de ritmo respiratorio sono in genere dovuti a gravi patologie neurologiche o primitive o secondarie a stati di grave compromissione metabolica.
I respiri patologici più frequenti sono: Cheyne-Stokes (periodico), Meningitico (alternante e irregolare) Kussmaul (stertoroso caratterizzato da inspirazioni profonde seguite da pause sia inspiratorie che espiratorie).
Dispnea
Dal gr. dyspnoia, comp. di dys- e un deriv. di pnêin 'respirare' "respirare con difficoltà"
Alterazioni sia qualitative che quantitrative della funzione respiratoria accompagnate alla sensazione soggettiva di "fame d'aria" viene definita dispnea.
In rapporto con la fase della respirazione in cui è prevalente le possiamo distinguere in dispnea inspiratoria, espiratoria e mista.
A seconda dell'insorgenza e della durata la possiamo definire come dispnea da sforzo, accessionale o paraossistica e continua.
Espansione toracica
Le modificazioni dell'espansione toracica posso essere sia globali (ipoespansione, tipica dell'enfisema polmonare) sia monolaterali con un conseguente respirazione assimmetrica od obliqua come nel caso di versamento pleurico, pneumatorace e pleurodinia come nel caso di pleurite tubercolare.
Tosse
La tosse è un evento meccanico, coordinato, isolato o ripetitivo (accessi) che può essere volontario o involontario, costituito da una espirazione esplosiva e rumorosa, prreceduta da un atto inspiratorio più o meno profondo e da una susseguenta fase compressiva (espirazione a glottide totalmente o parzialmente chiusa).
Le caratteristiche della tosse sono legate alla patologia di cui sono espressione [[1]]:
Disturbi della funzione digestiva
Da patologia del cavo orale e della masticazione
Disfagia
Con questo termine si intende la difficoltà alla deglutizione degli ingesti.
Le cause della Disfagia vanno ricercate nelle patologie neurologiche in cui è alterata la motilità della muscolatura esofagea, nelle patologie della parete esofagea (esofagiti, stenosi esofagee cicatriziali e da neoplasia) e nelle compressioni dall'esterno in caso di neoplasie bronchiali (bronco sinistro) delle strutture mediastiniche e del polmone, in caso di aneurismi dell'orta toracica e di anomalie congenite nel decorso dei grossi vasi, in genere aorta e arteria succlavia. In quest'ultimo caso la disfagia viene detta lusoria perché provocata dalle arterie lusorie.
Rigurgito
Il rigurgito è una risalita di materiale contenuto nello stomaco, dall'esofago, alla faringe, fino alla bocca.
Il rigurgito è composto da succhi gastrici e da chimo e a volte può esserci la presenza di bile. Si differenzia dal vomito per l'assenza di contrazioni del diaframma e dei muscoli addominali e quindi di essere un fenomeno passivo.
Cause
Le cause del rigurgito sono l'ipermotilità dello stomaco unita ad una ipotonia dello sfintere esofageo inferiore. In presenza di eventi modesti sono privi di significato patologico, sono infatti episodi frequenti nell'eruttaziuone.
Nel lattante il rigurgito nel lattante non è patologico ed è determinato dall'ingestione di aria e di alimenti in abbondanza, che causano una dilatazione dello stomaco.
Nell'adulto, il rigurgito è soprattutto esofageo (rimane cioè a livello dell'esofago). Puo essere un sintomo di stenosi dell'esofago.
Un'altra causa di rigurgito è un'alterazione funzionale dello sfintere esofageo inferiore (malattia da reflusso gastroesofageo) o di un diverticolo esofageo.
Vomito
Per vomito si intende l'espulsione forzata del contenuto gastrico attraverso la bocca.
Si possono individuare due fasi, una prodromica (conato) caratterizzata da scialorrea, sudorazione (in genere algida) pallore, bradicardia seguita da tachicardia.
la fase espulsiva è caratterizzata dal rilasciamento della muscolatura dell'esofago e del cardias, successivamente si verificano contrazione energiche del diaframma e dei muscoli addominali a glottide chiusa.
I caratteri del vomito variano a seconda del loro contenuto, e le cause possono essere e dare origine al vomito meccanico, riflesso e centrale
Pirosi
Per Pirosi si intende il sintomo spesso riferito dai pazienti come bruciore di Stomaco.
Infatti si tratta di un dolore urente localizzato all'epigastrio e in sede retrosternale.
La Pirosi è anche sintomo tipico degli stati ipersecretivi come nella malattia peptica in cui l'ipercloridia può essere causa di sofferenza della mucosa gastrica e duodenale fino alla formazione di ulcere.
Se insorge in posizione supina o mentre il paziente si piega in avanti è possibile ipotizzare l'esistenza di un reflusso gastro esofageo soprattutto se associano il rigurgito acido e la scialorrea.
A volte può essere il sintomo soggettivo di una neoplasia gastrica.
E' importante fare la diagnosi differenziale tra pirosi e dolore da Cardiopatia ischemica (specie negli infarti posteriori). Quest'ultima insorge con maggiore frequenza dopo sforzo fisico, è tipica di uomini, fumatori con storia di coronaropatia e aterosclerosi. Un ECG e la somministrazione di antiacidi dovrebbero essere sufficienti a risolvere il dubbio diagnostico che però necessita di ulteriori accertamenti soprattutto con pazienti a rischio di Cardiopatia ischemica.
Alvo
Per alvo si intende l'attività defecatoria
Per alvo regolare si intende in genere una volta al dì,
Per stipsi si intende una evacuazione poco frequente di feci scarse, povere d'acqua e molto consistenti.
Le cause sono molteplici:
1) alterata motilità intestinale nelle neuropatie
2) dieta incongrua,
5) farmaci (oppiacei)
7) disturbi dell'escrezione biliare
8) età avanzata
Evacuazione frequente di feci non formate spesso liquide o semiliquide
Varianti:
steatorrea emissione abbondante di feci di aspetto schiumoso per la presenza di grassi non digeriti
pseudodiarrea emissione di frammenti fecali solidi diluiti da essudato mucoso o sieromucoso
Emissione di feci miste a sangue o solo sangue rosso vivo
Emissione di feci composte prevalentemente da sangue digerito (nero) liquide
Occlusione dell'alvo ai gas e/o alle feci.
Tipico dell'occlusione intestinale o ileo meccanico se a causa di un impedimento fisico o dinamico se causato da paralisi della muscolatura intestinale
